L’Arena del 25 agosto 2010 (su dimissioni presidente del Comitato)

agosto 25, 2010

Ci limitiamo ad aggiungere che le tanto anelate risposte alle polemiche accuse proferite dal sindaco Alessandro Braga erano già tutte quante contenute nella lettera di dimissioni del nostro ex presidente. Ciò a ulteriore conferma del fatto che l’attuale amministrazione vuole imporre una battaglia arbitraria e irrispettosa, secondo regole d’ignoranza e disprezzo che spesso sfuggono alle logiche e alle dimensioni del comune buonsenso. Alla faccia dei tanto citati “sansepolcristi”.

Il Comitato


Dimissioni da Presidente del Comitato

luglio 29, 2010
OGGETTO: Dimissioni dalla carica di Presidente del Comitato

Ritengo compiuto, a seguito del successo legato al definitivo ritiro dalla proposta di convenzione da parte delle tre ditte proponenti il progetto della centrale a biomasse di Sanguinetto, il mio principale obiettivo e conseguentemente ho deciso di rassegnare le dimissioni dal ruolo di presidente del Comitato nato a tutela dell’interesse della cittadinanza.
Desidero fare un chiaro passo indietro per non incorrere nel rischio di veder strumentalizzare e radicalizzare una battaglia civica che nel corso di questi ultimi mesi si è dimostrata assai gravosa e talvolta persino priva delle più comuni cortesie.
La contrapposizione al progetto della centrale a biomasse è scaturita dalle esperienze precedentemente maturate a Gazzo Veronese e ha idealmente voluto proseguire l’opera d’informazione e sensibilizzazione già intrapresa dall’analogo Comitato sorto a Nogara. L’intenzione è sempre stata quella di contribuire a evidenziare gli aspetti critici del progetto, la sostanziale inopportunità e l’aspetto essenzialmente speculativo dell’operazione, dimostrato oggi dai fatti che hanno portato all’abbandono da parte delle imprese. Ad attenta analisi, i presunti benefici legati alla possibile realizzazione dell’impianto sono parsi pretestuosi, irrealistici e inadeguati rispetto soprattutto alle ingenti dimensioni dell’insediamento, all’irreversibile impatto che avrebbe determinato e ai rischi che avrebbe potuto in seguito comportare.
Le nostre azioni sono state giudicate molto seriamente sia dall’amministrazione pubblica che dai cittadini. Abbiamo prodotto risultati quantitativamente a qualitativamente significativi, e sensibilizzato molte ignare persone sul tema da noi evidenziato. Abbiamo raccolto consensi – sebbene alcuni si ostinino a negarlo – e dispensato dubbi prudenziali riguardo l’effettiva utilità di veder ospitare una siffatta centrale nel nostro territorio. Abbiamo preferito eludere la propaganda pseudo-modernizzatrice e “positivistica” di chi  avrebbe preferito credere anziché approfondire, fidarsi anziché attendere, elogiare anziché comprendere. Abbiamo invece denunciato la sintomatica omissione e carenza d’informazione utile a distinguere tra le effettive possibili scelte; principale (se non unico) strumento a disposizione dei cittadini chiamati a giudicare le decisioni e a partecipare alle responsabilità di chi li governa.
Proprio ora che il successo appare evidente, anche ai più scettici, ci viene riferito che sarebbe bastato aspettare pazientemente (magari in silenzio), senza proferire obiezioni né scienza, per vedere normalmente rientrare l’iniziativa. Gli stessi promotori avrebbero forse avuto più tempo e consapevolezza per comprendere la sostanziale contrarietà della maggior parte dell’opinione pubblica e i timori esternati da una parte altrettanto autorevole della comunità scientifica? Chi agisce secondo le strategie suggerite dall’avversario spesso finisce per interpretare il ruolo dello sconfitto. Noi invece abbiamo difeso la nostra intenzione di dire, in tempi non sospetti, che il progetto non godeva del necessario consenso, che risultava incomprensibile ai mal informati e indesiderabile ai meglio informati. Abbiamo riunito, in un’esperienza a tratti persino avvincente, molte fra le persone migliori della nostra comunità. Persone, molte delle quali giovani, che avevano grandi capacità da esprimere e che hanno avuto l’umiltà di unirsi per una giusta causa, affrontando consapevolmente difficoltà che si sarebbero potute ben più comodamente evitare. Ora siamo felici di aver prodotto un esisto positivo, e sperato di raggiungerlo nonostante le innegabili resistenze e ostilità.
Michele Sganzerla
Comitato per il No a Centrali a Biomassa
nella Pianura Veronese
Sanguinetto, 29/07/2010
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F.A.Q. (Domande frequenti)
D – Cosa succederà adesso? Verrà eletto un nuovo presidente? Il Comitato proseguirà nella sua attività?
R – Il Comitato formalmente continua ad esistere. Verrà perciò indetta una riunione generale nella quale (dopo aver brindato ai recenti successi) si prenderanno le decisioni in merito al futuro e alla eventuale nomina di un nuovo presidente.
D – Il Comitato prenderà posizione anche contro la Centrale a biomasse in fase di realizzazione a Legnago?
R – Il Comitato è sorto quando il progetto della centrale di Legnago era già stato approvato. Siamo tuttavia disponibili a fornire supporto e conoscenze a coloro che intenderanno presentare obiezioni anche nei confronti dell’insediamento previsto a Legnago. Siamo tuttavia convinti che solamente se si attiverà un’efficace opposizione locale e popolare tale protesta potrà essere presa in debita considerazione. Ricordiamo che, qui a Sanguinetto, l’amministrazione comunale ci contestava di aver importato oppositori “persino” da Gazzo Veronese. Speriamo che a Legnago prendano presto consapevolezza della situazione.
D – Il progetto della Centrale di Sanguinetto è stato definitivamente cancellato? Come vi regolerete nei confronti del nuovo progetto recentemente presentato alla cittadinanza?
R – A noi risulta che la convenzione approvata dal consiglio comunale di Sanguinetto non sia ancora stata annullata o ritirata. Una richiesta in tal senso è stata formalmente avanzata dal gruppo di minoranza “Sanguinetto Cresce”. Il sindaco Braga ha invece dichiarato che la presenza o meno della convenzione non determina alcuna differenza, in considerazione del sostanziale ritiro da parte delle ditte proponenti.
Riguardo al nuovo progetto (il bioconvertitore proposto della Technika di Modena) vigileremo e analizzeremo nel dettaglio i possibili sviluppi. Mancando tuttavia, in questo caso, i sostegni economici al progetto (non meno di 8 milioni di euro, secondo il titolare del progetto) riteniamo che il pericolo sia molto relativo e destinato ad estinguersi autonomamente.

Trova le differenze.

luglio 15, 2010

SAN PIETRO DI MORUBIO. Muro contro muro tra amministrazione e Ital Green Oil a Bonavicina

Il Comune fa il Comitato contro la centrale a olio

Per la prima volta è l’ente pubblico a organizzarsi proprio come un gruppo di pressione e si allea con la gente e con i territori vicini

Giovedì 15 Luglio 2010 PROVINCIA, pagina 33
Il dialogo è ormai tra sordi. È muro contro muro tra Ital Green Oil con il suo progetto di realizzare a Bonavicina una centrale per produrre energia elettrica dall’olio vegetale e il Comune che si oppone fermamente. L’impianto nascerebbe in zona industriale Martella, riconvertendone uno già esistente e in via di dismissione che produceva olio di soia. La nuova centrale ha, sulla carta, una potenza di 60 megawatt, prodotti bruciando 90 mila tonnellate di olio vegetale all’anno.
La Giunta del sindaco Giorgio Malaspina, fermamente contraria, può contare ora anche sull’appoggio di tutto il consiglio: maggioranza e minoranza, infatti, hanno fatto quadrato contro il progetto. Non solo, ma anche i comuni limitrofi sono solidali a San Pietro. L’assessore Gastone Vinerbini annuncia, poi, che chiederà alla Regione di avviare un’inchiesta pubblica, per sentire tutti i firmatari delle osservazioni al progetto. Osservazioni da presentare dopo aver preso visione del progetto, già consultabile in municipio.
A preoccupare per l’impatto ambientale considerato «insostenibile» dall’amministrazione è anche la costruzione di un camino di 30 metri che verrebbe innalzato a poca distanza dalle case, in zona ritenuta poco ventilata. Dalla sua bocca uscirebbero tonnellate di fumi per 8 mila ore all’anno e un poco gradevole odore di olio bruciato. Preoccupa anche l’inquinamento acustico delle elettroventole di raffreddamento esterne all’impianto. Alla fine, il traffico pesante che porterebbe la centrale sembra l’ultimo dei problemi: secondo le stime, infatti, dovrebbero essere non più di qualche decina i camion cisterna che al giorno farebbero la spola con i porti più vicini per rifornire l’impianto di olio vegetale proveniente da piantagioni di mezzo mondo.
I tentativi di dialogo, che pure sono stati fatti, per il momento sono sospesi. Lo ha fatto capire non solo il Comune ma pure la società, la quale intende proseguire per la sua strada, seguendo rigorosamente la procedura: il progetto è stato reso pubblico, per dare modo di presentare osservazioni. Cosa che è stata fatta. Quindi c’è stata anche un’assemblea a Bonavicina della Ital Green Oil: il contradditorio è stato parecchio animato, da residenti, amministratori e consiglieri.
È convinzione della Giunta che la società abbia scelto Bonavicina non perché luogo ideale, ma per salvare gli investimenti di un impianto che non ha trovato altri impieghi produttivi: per dismetterlo, infatti, sono già stati messi in mobilità una quarantina di dipendenti e non ne verranno assunti più di una decina, trasformandolo in una centrale elettrica ad olio vegetale.
«Finora non ci sono state offerte compensazioni», dice l’assessore Vinerbini, «come ad esempio centraline per il controllo dell’aria, piantumazioni di alberi, sconti sull’energia ai residenti. Mi chiedo dov’è la logica di questo progetto. Perché dobbiamo accettarlo? La ricaduta positiva per noi è pari zero».RO.MA.


In due a gambe all’aria parlando di centrale

luglio 13, 2010

SANGUINETTO. Consiglio rovente e con molti fuori programma
In due a gambe all’aria parlando di centrale
Fabio Tomelleri
Si rompono le sedie del consigliere Antonella Ponso e dell’assessore ai Lavori pubblici Rossignoli
Martedì 13 Luglio 2010 PROVINCIA, pagina 33
La centrale a biomasse sarà sparita, ma le polemiche che si trascinava dietro sono rimaste intatte. Non solo. L’ultima seduca del consiglio, oltre che incandescente, è stata veramente malaugurata: il sindaco ha perso le staffe e si è dovuto scusare e ben due sedie, quella del consigliere d’opposizione Antonella Ponso e dell’assessore ai Lavori pubblici Valentino Rossignoli – in perfetta par condicio – si sono spaccate una dopo l’altra, facendo ruzzolare a terra, a gambe all’aria, entrambi. Ma torniamo alla centrale sparita. Il ritiro di Termomeccanica ecologia dal progettare un impianto a paglia e stocchi di mais in via Campaiaro, ha provocato scintille e parole grosse tra maggioranza e opposizione di «Sanguinetto Cresce». Anche il sindaco Alessandro Braga ha perso varie volte le staffe. A fine serata, però, ha chiesto scusa «a quanti si sono sentiti offesi».
Prima di comunicare lo stop al progetto, il primo cittadino ha sospeso la riunione per un quarto d’ora poiché, tra il pubblico, Mirco Moreschi, ex candidato sindaco di Nogara della lista «Nogara Virtuosa», intendeva filmare la riunione. Davide Boarati, comandante della polizia urbana, ha invitato Moreschi a spegnere la videocamera perché il sindaco non aveva autorizzato le riprese ed ha identificato l’uomo. Il sindaco ha quindi illustrato i motivi economici che hanno spinto la ditta a ritirarsi dal piano. Braga ha pure attaccato i consiglieri Antonella Ponso, Daniele Fraccaroli e Mario Mattioli per quello che è successo intorno al progetto della centrale: «In questi mesi, questi consiglieri hanno dato prova della peggior opposizione. Mi hanno apostrofato con i più brutti titoli che un sindaco possa ricevere».
Pronta la replica. «Non corrisponde al vero», ha detto Fraccaroli, «che andassimo in giro a sostenere che la centrale fosse cosa già atta, ma siamo abituati alle vostre falsità. La nostra preoccupazione era rendere cosciente la popolazione di ciò che stava succedendo e cioè che l’amministrazione aveva predisposto tutto per la costruzione dell’inceneritore.
Avete preferito la mancata informazione dei cittadini, specialmente sui danni a salute e ambiente». «Il ritiro del piano è avvenuto non perché vi siete resi conto della pericolosità della centrale, ma perché la ditta ha rinunciato. Chiediamo al sindaco di assumersi le responsabilità del clima di tensione che si è creato e di annullare tutti gli atti della convenzione».

La centrale della discordia sparisce per motivi economici (L’Arena 07.07.2010)

luglio 7, 2010
SANGUINETTO. Gravoso l’impegno imposto da Agsm alla ditta che dovrebbe sostenere la spesa del teleriscaldamento
La centrale della discordia sparisce per motivi economici
La Termomeccanica ecologica getta la spugna perché non ritiene suo obbligo farsi carico di tutta la rete di trasporto del calore; intanto va avanti un altro impianto
Mercoledì 07 Luglio 2010 PROVINCIA, pagina 33
Stop al progetto della centrale a biomasse di via Campaiaro. Mentre in paese si discute del «bioconvertitore», proposto da Technika di Modena per produrre bioetanolo e lignina da paglia e stocchi di mais «digeriti» da enzimi, in Comune è arrivata la lettera di rinuncia della Termomeccanica ecologia di La Spezia alla costruzione di un termovalorizzatore che doveva essere alimentato con gli stessi scarti agricoli. Il ripensamento della ditta verrà comunicato dal sindaco Alessandro Braga nel Consiglio che si terrà oggi, alle 19, a Venera.
La centrale a biomasse, da sette megawatt, doveva essere alimentata con 70 mila tonnellate di paglia e steli di mais all’anno. Per oltre un anno ha fatto discutere e litigare due amministrazioni, Nogara e Sanguinetto: ora sparisce.
A spingere Aldo Sammartano, presidente di Termomeccanica ecologia, a non proseguire il progetto è stata la relazione dell’Azienda generale dei servizi municipalizzati di Verona (Agsm), interpellata dal Comune per uno studio di fattibilità dell’impianto di teleriscaldamento connesso alla centrale. Il 20 maggio scorso, l’azienda scaligera confermò la «fattibilità tecnica» della centrale. Tuttavia, per rendere l’impianto sostenibile economicamente, propose tre soluzioni diverse: o porre tutti gli investimenti sul teleriscaldamento «a carico di chi propone l’impianto» oppure prevedere che la ditta ceda il calore prodotto a costo quasi nullo. La terza proposta, infine, prevedeva «di non far pagare l’allaccio al cliente, bensì di incrementare in modo significativo la quota di contribuzione a suo carico».
Tutte e tre le ipotesi, in particolare quella dell’investimento totale a carico del privato, sono state scartate dalla Termomeccanica. Sammartano il 30 giugno ha scritto al sindaco che l’investimento di fondi senza limiti «non è contemplato nel progetto da noi proposto». E ha aggiunto: «Pur consapevoli che il teleriscaldamento è un elemento fondamentale per la centrale, non sussistono le condizioni tecnico economiche affinché gli investimenti ad essa relativi vengano sostenuti dalla nostra società».
Queste parole, per il sindaco Braga, suonano come una rinuncia al progetto. «L’impossibilità di realizzare la rete di teleriscaldamento», dice, «è una condizione che ostacola la prosecuzione del rapporto e della sottoscrizione della convenzione, già adottata in Consiglio e sottoscritta da Termomeccanica, Avepo e Seren». Braga aggiunge: «Mi dispiace che ci sia stato chi, in particolare i consiglieri di minoranza Daniele Fraccaroli, Antonella Ponso e Mario Mattioli, che in tutti questi mesi sono andati in giro dicendo che la centrale era già cosa fatta. Hanno fatto male i conti. L’ex assessore Christian Malini, all’opposizione, ha solo fatto un gesto teatrale».
Intanto si fa avanti l’altra centrale, il bioconvertitore della Technika di Modena che ha illustrato l’impianto: sarà più piccolo di quello di Termomeccanica, funzionerà con 8.500 tonnellate di paglia e stocchi di mais all’anno che saranno trasformati da fermenti ed enzimi in bioetanolo, anidride carbonica e lignina. Dubbi sugli effettivi sostegni economici che avrà la nuova struttura e sui suoi limiti sono stati già espressi, rispettivamente, da Daniele Fraccaroli, capogruppo di «Sanguinetto Cresce» e da Michele Sganzerla, portavoce del Comitato del no alla centrale a biomasse.F.T.

Nella seduta del consiglio comunale del 7 luglio 2010 sembra esserci stato l’epilogo della vicenda inceneritore: nel consiglio comunale il sindaco ha dichiarato che, grazie al suo operato, Sanguinetto non avrà il tanto agognato inceneritore.

Le dichiarazioni del sindaco e dei suoi consiglieri hanno raggiunto picchi di sfacciataggine forse mai visti prima (detta così sembra veramente impossibile…); ma tant’è, scorriamo le spudorate dichiarazioni sentite ieri:


- “ Ho sempre detto che a fronte di un solo parere negativo non avrei fatto più niente”-: il camaleontico sindaco adesso si esibisce in equilibrismi degni del miglior saltimbanco, ma tutti ricordano la sua sicurezza nell’affermare durante l’incontro di ottobre in teatro, al fianco di Termomeccanica, che l’accordo era il migliore che si potesse fare, che aveva previsto e inserito tutte le garanzie per gli interessi del paese, che la centrale era sicura perché rispettava i limiti di legge. Soltanto dopo alcuni mesi il sindaco si è fatto più incerto, e ha iniziato a porsi qualche dubbio…In allegato gli stralci degli articoli di giornale: in novembre da “Il Nuovo Giornale” il sindaco dichiara convinto :”La centrale è sicura!”. Soltanto in gennaio iniziano ad insinuarsi dei dubbi e apre alla possibilità di non sottoscrivere la convenzione “allegramente” firmata dai consiglieri nel mese di settembre e su “Il Primo Giornale” di fine gennaio esprime i primi dubbi sui possibili rischi dell’inceneritore.

- “Grazie allo schema di convenzione da me adottato si è potuti alla fine scongiurare l’installazione dell’impianto perché la ditta ha seguito un iter autorizzativo diverso da quello standard”. Osservazioni: la ditta sapeva che l’iter standard aveva portato soltanto a degli insuccessi (si veda Gazzo e Nogara) e ha provato un diverso approccio col nuovo sindaco appena insediatosi, sperando di trovare un appoggio a livello locale. Si noti però che l’espediente per mandare a monte tutto è stato trovato sulla questione del teleriscaldamento non realizzabile a costi sostenibili in un paese come Sanguinetto (ma va? strano!): la richiesta esplicita e vincolante del teleriscaldamento alle case di Sanguinetto assolutamente non compare nel famoso schema di convenzione sottoscritto alla velocità della luce da tutti i consiglieri il 14 settembre 2009(!). In altre parole, riassumendo le tappe principali della vicenda: l’amministrazione appena eletta si sarebbe fatta abbindolare da Termomeccanica, ha firmato il primo contratto che gli è stato offerto (risarcimento irrisorio, piena libertà di movimento da parte dell’imprenditore, nessun obbligo per il teleriscaldamento); dopo le violente proteste del comitato e della minoranza che hanno fatto aprire gli occhi anche ai più ottusi (sindaco e vicesindaco su tutti…), hanno realizzato di averla pestata veramente grossa e hanno così pian piano preparato le mosse per uscire dal vicolo cieco… Colmo dei colmi, adesso il sindaco si attribuisce addirittura il merito di aver evitato l’insediamento dell’eco-mostro!!! C’è di più: anche se Braga adesso straccia la demenziale convenzione pre-firmata l’anno scorso, Termomeccanica potrebbe ugualmente andare in Regione per chiedere l’autorizzazione, secondo la solita procedura standard, alla faccia di Braga e di tutti quelli che adesso vogliono prendersi il merito di essere tutori della salute pubblica

- “La ditta ha dovuto rinunciare alla realizzazione dell’impianto perché gli è stato chiesto di realizzare anche la rete di teleriscaldamento, che io e Rossignoli abbiamo sempre considerato requisito indispensabile” (!). Osservazioni: clamorosa bugia. La questione del teleriscaldamento per l’intero paese, come richiesta e condizione indispensabile per la realizzazione dell’inceneritore, è iniziata ad emergere alle cronache solo dopo molti mesi dall’inizio della vicenda, quando i nostri amministratori hanno iniziato finalmente a capire di aver imboccato una strada senza uscita. Soltanto dopo molti mesi, soltanto dopo aver tardivamente accettato di indagare la situazione e chiedere ad enti competenti pareri autorevoli, la questione dell’utilizzo dell’energia termica è emersa in tutta la sua ovvietà essendo requisito indispensabile per rendere minimamente logico una impianto del genere.

- “Ribadisco, sarebbe stata un’ottima opportunità per il paese di Sanguinetto!”. Allora ci risiamo!!!!! Dopo aver dichiarato di aver capito (meglio tardi che mai…) che l’impianto, per non avere un pesante impatto inquinante e dannoso per il paese, avrebbe dovuto prevedere necessariamente un mastodontico impianto di teleriscaldamento di fatto impossibile da realizzare dal punto di vista della fattibilità economica, adesso si ritorna a dire, una volta di più, che sarebbe stato un impianto importante per il paese. Della serie: abbiamo discusso e litigato per un anno di una cosa demenziale e irrealizzabile solo perché era un’idea balzana che però piaceva al sindaco e ai suoi amici.


Spunta un’altra centrale

maggio 21, 2010

Dopo le focose e lunghe polemiche sulla centrale a biomasse che doveva sorgere prima a Nogara e poi a Sanguinetto, ecco spuntare il progetto di un’altra centrale. Si tratta di un impianto in grado di produrre, ogni anno, 30 mila litri di bioetanolo da 70 tonnellate di paglia e scarti di mais. L’ha presentato pubblicamente la società Technika di Sassuolo (Modena) al teatro Zinetti.
Alla serata hanno assistito poco più di 40 persone, compresi i consiglieri della minoranza e alcuni componenti del «Comitato per il no». Quest’ultimo, da mesi, si batte contro un’altra centrale, la prima a far capolino in Comune: quella che l’Avepo e altre società vogliono costruire in via Campaiaro.
La Technika ha proposto invece il suo «bioconvertitore» come alternativa al precedente impianto. In questo, paglia e scarti di mais non verranno bruciati, come in quello dell’Avepo, bensì «digeriti» da enzimi. Non ci saranno camini né forni nello stabilimento, ma solo grandi serbatoi (i cosiddetti bioreattori), nei quali gli scarti verranno scomposti in elementi più semplici.
Il sindaco Alessandro Braga, presenziando all’incontro, ha puntualizzato: «Trasmetteremo all’Agsm, all’Arpav e all’Ulss 21 la relazione su questo nuovo piano, così come abbiamo fatto precedentemente per l’altra centrale. Se il responso dell’azienda sarà negativo, non procederemo ulteriormente in questo programma. Quando avremo le relazioni di entrambi gli impianti, riuniremo di nuovo i cittadini di Sanguinetto e insieme valuteremo la proposta migliore».
Luciano Patorno, titolare del brevetto della «bioraffineria», ha evidenziato: «Ricaveremo cellulosa, emicellulosa e lignina. Le prime due saranno trasformate in bioetanolo, la terza avrà un uso simile al carbone».
Se verrà autorizzato, il sito di Technika verrà costruito entro un anno.
I prodotti che risulteranno dalla trasformazione potranno anche venire venduti. Non è escluso, tuttavia, un impiego parziale per la produzione di energia elettrica, con una potenza di otto Megawatt. Marco Bertelli, collaboratore dell’azienda, ha spiegato: «Questa tecnologia consente, con sole tre grosse balle di paglia, di produrre 340 litri di bioetanolo, pari a 1.556 chilowattora».
Fieno e granturco non saranno gli unici elementi necessari all’impianto e trasformabili. «Lo stesso risultato in termini energetici di 70 tonnellate di fieno e mais, si possono ricavare da mille ettari di bosco», ha aggiunto Bertelli, «e, con moduli opportuni, la lignina può essere utilizzata per il teleriscaldamento». L’agronomo ha detto: «Come investimento, converrà iniziare con la produzione di elettricità. L’autorizzazione potrà essere integrata con nuovi permessi, come quello della vendita, in via sperimentale, del bioetanolo ai distributori di carburanti del paese».
Michele Sganzerla, presidente del «Comitato per il no», dalla platea ha osservato: «Sanguinetto si trova a giudicare un secondo impianto a biomasse. Sono proposte che ci piovono addosso e che hanno creato scompensi sociali, poiché metà della popolazione è contraria a queste centrali». Marco Poltronieri, dello stesso gruppo, ha evidenziato: «Già per l’impianto che venne proposto a Nogara, la Provincia rilevò che 70 tonnellate di paglia e mais all’anno, per alimentarlo, erano eccessive».

Dopo le focose e lunghe polemiche sulla centrale a biomasse che doveva sorgere prima a Nogara e poi a Sanguinetto, ecco spuntare il progetto di un’altra centrale. Si tratta di un impianto in grado di produrre, ogni anno, 30 mila litri di bioetanolo da 70 tonnellate di paglia e scarti di mais. L’ha presentato pubblicamente la società Technika di Sassuolo (Modena) al teatro Zinetti.Alla serata hanno assistito poco più di 40 persone, compresi i consiglieri della minoranza e alcuni componenti del «Comitato per il no». Quest’ultimo, da mesi, si batte contro un’altra centrale, la prima a far capolino in Comune: quella che l’Avepo e altre società vogliono costruire in via Campaiaro.La Technika ha proposto invece il suo «bioconvertitore» come alternativa al precedente impianto. In questo, paglia e scarti di mais non verranno bruciati, come in quello dell’Avepo, bensì «digeriti» da enzimi. Non ci saranno camini né forni nello stabilimento, ma solo grandi serbatoi (i cosiddetti bioreattori), nei quali gli scarti verranno scomposti in elementi più semplici.Il sindaco Alessandro Braga, presenziando all’incontro, ha puntualizzato: «Trasmetteremo all’Agsm, all’Arpav e all’Ulss 21 la relazione su questo nuovo piano, così come abbiamo fatto precedentemente per l’altra centrale. Se il responso dell’azienda sarà negativo, non procederemo ulteriormente in questo programma. Quando avremo le relazioni di entrambi gli impianti, riuniremo di nuovo i cittadini di Sanguinetto e insieme valuteremo la proposta migliore».Luciano Patorno, titolare del brevetto della «bioraffineria», ha evidenziato: «Ricaveremo cellulosa, emicellulosa e lignina. Le prime due saranno trasformate in bioetanolo, la terza avrà un uso simile al carbone».Se verrà autorizzato, il sito di Technika verrà costruito entro un anno.I prodotti che risulteranno dalla trasformazione potranno anche venire venduti. Non è escluso, tuttavia, un impiego parziale per la produzione di energia elettrica, con una potenza di otto Megawatt. Marco Bertelli, collaboratore dell’azienda, ha spiegato: «Questa tecnologia consente, con sole tre grosse balle di paglia, di produrre 340 litri di bioetanolo, pari a 1.556 chilowattora». Fieno e granturco non saranno gli unici elementi necessari all’impianto e trasformabili. «Lo stesso risultato in termini energetici di 70 tonnellate di fieno e mais, si possono ricavare da mille ettari di bosco», ha aggiunto Bertelli, «e, con moduli opportuni, la lignina può essere utilizzata per il teleriscaldamento». L’agronomo ha detto: «Come investimento, converrà iniziare con la produzione di elettricità. L’autorizzazione potrà essere integrata con nuovi permessi, come quello della vendita, in via sperimentale, del bioetanolo ai distributori di carburanti del paese».Michele Sganzerla, presidente del «Comitato per il no», dalla platea ha osservato: «Sanguinetto si trova a giudicare un secondo impianto a biomasse. Sono proposte che ci piovono addosso e che hanno creato scompensi sociali, poiché metà della popolazione è contraria a queste centrali». Marco Poltronieri, dello stesso gruppo, ha evidenziato: «Già per l’impianto che venne proposto a Nogara, la Provincia rilevò che 70 tonnellate di paglia e mais all’anno, per alimentarlo, erano eccessive».


Ufo e marziani dappertutto una goliardica «invasione»

aprile 17, 2010
SANGUINETTO. Sconosciuti hanno appeso astronavi e extraterresti sulle serrande dei negozi, sulla bacheca, in castello
Ufo e marziani dappertutto una goliardica «invasione»
Fabio Tomelleri
Una iniziativa polemica contro il convegno patrocinato dal Comune Il Comitato e la lista «Sanguinetto cresce» negano di esserne gli autori

Sabato 17 Aprile 2010 PROVINCIA, pagina 41

Una delle sagome di extraterrestri appese per il paese ieri DIENNE FOTO

I marziani invadono il paese e riesplode la polemica sulla centrale a biomasse. Non erano veri extraterrestri, ovviamente -

i marziani non si sono visti nemmeno al convegno, purtroppo – ma i loro ritratti su sagome di cartone. Sono comparsi ieri
mattina in vari angoli del centro. I primi a vederli sono stati quelli che, alle otto, sono andati al lavoro o a portare i
figli a scuola. Era impossibile non notarli perché gli «omini verdi» e gli Ufo disegnati erano appiccicati dappertutto:
agli angoli delle vie, davanti al castello, sulle serrande abbassate dei locali e sulle vetrine dei negozi ancora chiusi,
sui lampioni, alla fermata dell’autobus, perfino sulla bacheca degli avvisi comunali. Non si sa chi abbia compiuto il gesto
goliardico. I vigili hanno avviato un’indagine: l’articolo 32 del regolamento di polizia urbana vieta infatti di apporre
manifesti al di fuori degli spazi indicati dal Comune. Chi ha programmato l’«invasione» ha voluto, con molta probabilità,
richiamare l’attenzione sulle polemiche scoppiate sul convegno di ufologia, organizzato dal Comune il 7 e l’8 aprile.
Comunque gli schizzi dei marziani – forse perché verdi – recano il «Sole delle Alpi», simbolo della Lega Nord, partito che
sostiene il sindaco Alessandro Braga.
La lista «Sanguinetto cresce» e il Comitato per il no alla centrale, criticarono il patrocinio dell’amministrazione alla
convention sui dischi volanti. Michele Sganzerla, presidente del Comitato, e Daniele Fraccaroli, capogruppo di «Sanguinetto
cresce», tuttavia negano ogni coinvolgimento con le sagome di cartone appese in paese. «Un gesto goliardico, che piacere»,
confessa Sganzerla, «perché la scelta del Comune di promuovere incontri sugli Ufo è stata scellerata: il teatro a noi fu
negato per un incontro sulla centrale». Fraccaroli osserva: «Anch’io ho saputo degli extraterrestri, ma non ho idea di chi
li abbia piazzati lì». Il consigliere conferma invece la paternità dei volantini distribuiti dal suo gruppo il 31 marzo
scorso nei quali il sindaco Braga è stato ritratto a braccetto con «ET», il famoso extraterrestre cinematografico. «I
nostri amministratori», c’era scritto, «non si rendono conto della crisi che stanno attraversando le famiglie e spendono
denaro pubblico per far parlare gli alieni».
Pure il sindaco ieri ha visto gli extraterrestri. Verso mezzogiorno le sagome davanti al castello, sede del municipio,
erano sparite. «Non siamo stati noi a farli rimuovere», precisa il sindaco, che non commenta l’accaduto. Anticipa, invece,
le risposte che darà al Comitato e a «Sanguinetto Cresce» sulle critiche che gli sono state mosse. «Il patrocinio ci fu
chiesto dal Comitato solo tre giorni prima dell’incontro. Quanto al convegno sugli Ufo: vitto e alloggio dei relatori sono
costatti 215 euro. Le richieste di aiuto di chi ne ha i requisiti sono state soddisfatte. I soldi impiegati per le sere sui
dischi volanti, provengono dal fondo per la cultura, non da quello del sociale».

L'articolo uscito su IlNuovoGiornale

Un incontro sul secondo  impianto

Sabato 17 Aprile 2010 PROVINCIA, pagina 41

Sarà presentato a breve, giovedì 29 aprile, alle 21, al teatro Zinetti, il secondo progetto dell’impianto per la produzione di energia da biomassa, alternativo a quello depositato nei mesi scorsi in Comune e previsto in via Campaiaro da «Avepo» e altre società.

«I tecnici che hanno proposto questo nuovo progetto hanno dato la loro disponibilità a illustrarlo alla popolazione», spiega il primo cittadino Alessandro Braga.

Il nuovo tipo di impianto, secondo le prime informazioni, rispetto al precedente che tante polemiche ha generato, sarà alimentato con la paglia e gli stocchi del mais che però non verranno bruciati, bensì trasformati da enzimi.

«I prodotti della trasformazione», aggiunge il sindaco Braga, «potranno essere venduti. Oppure si potranno rendere commerciali il metano e la lignina, e bruciare il bioetanolo per energia elettrica e il teleriscaldamento». F.T.


Ufo e X-files nel teatro negato al Comitato contro la centrale

aprile 7, 2010

Clicca sull'immagine per ingrandire l'articolo

«A gennaio il sindaco non ci concesse lo spazio per parlare dell’impianto a biomasse, ora considera attuali e urgenti i marziani»

L’ARENA – Martedì 06 Aprile 2010 PROVINCIA, pagina 37

La protesta verso la centrale a biomassa diventa una battaglia contro gli ufo. Il Comune, infatti, ha promosso un convegno del Centro ufologico nazionale per mercoledì 7 e giovedì 8 aprile, alle 21, suscitando lo sdegno del «Comitato per il no alle centrali a biomasse nella pianura veronese». Il gruppo, che si batte contro la proposta di un impianto a paglia e steli di mais in via Campaiaro, ha assicurato di non provare avversione per gli esperti di dischi volanti e di «omini verdi», ma mal digeriscono il fatto che l’amministrazione abbia concesso agli ufologi il patrocinio e la sala civica nell’ex convento di Santa Maria delle Grazie per le due serate pubbliche. E non solo. Ai quattro relatori sugli ufo, che interverranno a titolo gratuito, la giunta assicurerà anche vitto e alloggio. Al contrario, lo scorso genniaio, il Comune con precise motivazioni, negò al Comitato sia il teatro Zinetti sia il patrocinio dell’ente per una serata sull’impianto a biomassa.

I sostenitori della protesta hanno messo on line il loro disappunto, sul sito internet dell’associazione, dove hanno paragonato Sanguinetto, non senza sarcasmo, ad «Area 51», il sito militare segreto degli Stati Uniti protagonista di molti racconti ufologici. «Speriamo che si tratti di una burla, di un pesce d’aprile, di un gesto naif, di una carnevalata», scrivono, pubblicando la delibera con cui la Giunta, il 24 marzo, ha concesse il suo «marchio» al convegno ufologico sottolineando «l’estrema attualità dell’argomento». I contrari alla centrale hanno osservato che a loro il teatro fu negato «persino in presenza di scienziati ricercatori e professori universitari».
Michele Sganzerla, presidente del Comitato ed ex consigliere comunale di maggioranza dell’ex sindaco Mario Mattioli, si è chiesto: «L’amministrazione ha approvato il provvedimento d’urgenza. Forse la centrale non era attuale e improrogabile?».
Il sindaco Alessandro Braga respinge le critiche: «L’evento ufologico è stato programmato da tempo. Si tratta di una scelta connessa all’opportunità di offrire a Sanguinetto un’imperdibile occasione di visibilità». Sulla mancata concessione del teatro al Comitato, Braga osserva: «Sganzerla protocollò la richiesta l’11 gennaio per avere la sala il 14, sapendo che c’era bisogno di una delibera di Giunta. Gli dissi che era impossibile evadere la richiesta in così poco tempo. Rammentai che l’amministrazione era, ed è, aperta al dialogo. Abbiamo concesso gli spazi a Legambiente per una serata sulle energie rinnovabili, ma l’associazione ambientalista, a differenza del Comitato, ha sì criticato l’impianto a biomassa proposto, ma senza mai scendere nel vituperio, nell’offesa personale e nell’ingiuria».

SANGUINETTO. Poco affollato il convegno
Extraterrestri? Il calcio batte gli Ufo uno a zero
Braga: «Non mi aspettavo di più»
Venerdì 09 Aprile 2010 PROVINCIA,pagina 39
Se qualcuna delle persone – 30 per la stampa, 70 per il sindaco Alessandro Braga – che mercoledì sera hanno partecipato al convegno «Ufo e X files del Veneto» si aspettava di vedere documenti che provassero in maniera inequivocabile la presenza degli alieni sarà rimasta sicuramente delusa.
L’incontro del Centro ufologico nazionale, patrocinato e sostenuto dall’amministrazione del sindaco Braga, aveva come obiettivo quello di informare in maniera scientifica sulla probabile natura extraterrestre degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati avvenuti nei cieli italiani negli ultimi decenni.
Ad ascoltare gli esperti c’erano il sindaco, il vicesindaco Luca Altobel e l’assessore Valentino Rossignoli, reduci da una polemica con il comitato contro la centrale a biomasse e dalla minoranza di «Sanguinetto Cresce» per aver concesso il patrocinio a 2 serate per parlare di ufo mentre pochi mesi fa la giunta aveva negato il patrocinio a un convegno sull’impianto che si dovrebbe costruire in località Campaiar. Per una sera, però, non si è parlato di cose terrestri, ma extraterrestri: «Abbiamo studiato 12 mila segnalazioni dal 1900 al 2008», ha esordito Alessandro Sacripanti, coordinatore nazionale del Centro ufologico. «Il nostro obiettivo è capire il significato di alcuni avvistamenti. Nei cieli italiani molti ufo sono stati fotografati e ripresi dai cittadini. In alcuni casi abbiamo collaborato con magistratura e forze dell’ordine per cercare di dare spiegazioni alla comparsa di sfere luminose, oggetti a rombo o a cono che si muovono in cielo». Il coordinatore Veneto Mirko Pellegrini ha mostrato un video di maggio 2009 girato a Lugagnano da un ragazzo, Andrea, che mostrava una sfera luminosa muoversi sul paese: «In questo caso», ha spiegato Pellegrini, «non c’è certezza su cosa sia l’oggetto». Così un po’ tutti i curiosi che sono stati al convegno, sono rimasti senza certezze, sindaco Braga compreso. «Non mi aspettavo niente di più», ha detto il primo cittadino, «sono comunque contento dell’incontro: certo, le partite di calcio mercoledì hanno catalizzato più attenzione degli ufo». Ieri il bis: si è parlato di Ufo sul Triveneto.RI.MI.

“Area 51″ …a Sanguinetto!

marzo 30, 2010

“Mah… Voi l’avete… l’avete visto anche voi? Eppure era lì!”

Speriamo, vivamente, si tratti di una burla, di un pesce d’aprile, di un gesto naif, di un motteggio, di una carnevalata…

Pare che la notizia sia fondata. Noi ci limitiamo a pubblicare – invitando a un’opportuna smentita – la deliberazione di giunta con la quale, in regime di “urgenza”, e “considerata l’estrema attualità dell’argomento”, l’amministrazione di Sanguinetto (VR) – dopo aver negato il teatro comunale persino in presenza di scienziati ricercatori e professori universitari – ha (avrebbe) concesso piena ospitalità al convegno “UFO E ALIENI: UN PROBLEMA SEMPRE PIU’ ATTUALE”.

Vitto e alloggio offerti ai relatori, i quali interverranno – è giusto sottolinearlo – a titolo gratuito (nonostante il sempre gravoso viaggio interstellare, ndr).

Pensavamo di averle già viste tutte, e invece… Prepariamo i caschi e le tute spaziali, il countdown è iniziato. Ecco arrivati gli alieni verdi. Kirk a Enterprise! Nano nano.

Un recente avvistamento in provincia di Brescia


http://www.youtube.com/watch?v=XwhcETkp8ps


il Gattacicova (n.2 – marzo 2010)

marzo 26, 2010

E’ disponibile il Gattacicova n.2, foglio di informazione a cura del Comitato per il No a Centrali a Biomasse nella Pianura Veronese. Buona lettura.

(Cliccate sull’immagine per scaricarlo in versione .pdf)

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