La nazione che maggiormente sta incentivando una produzione di energia dal biogas è la Germania. Si pensi che la sola Germania oggi ha oltre duemila impianti. Il governo federale tedesco ha infatti fortemente incentivato la diffusione, fissando un prezzo per l’energia elettrica derivante da biogas fino a 0,215 euro/kWh, assicurando il pagamento per un periodo di 20 anni ed erogando inoltre contributi per sostenere l’investimento.
Il biogas è composto per un 55% circa da metano, per il 35% da anidride carbonica e la frazione rimanente da vapore acqueo e una piccola percentuale di gas traccia. Le materie prime (ad esempio, mais, triticale, letame o liquame) vengono introdotte nei fermentatori dove avviene, appunto, il processo di digestione anaerobica. Tramite tale processo, l’energia presente nelle biomasse viene resa disponibile sottoforma di gas combustibile a base di metano, il biogas. Si tratta di un processo con effetto serra nullo. Il prodotto finale in uscita dall’impianto risulta essere un materiale organico biologicamente stabile e inodore.
Le esperienze più significative: entrato in funzione alla fine del 2006, l’impianto della città di Pliening, a pochi chilometri da Monaco, fa funzionare riscaldamenti e fornelli per 1.300 famiglie del capoluogo della Baviera. L’impianto è in grado di produrre biogas da prodotti forniti da aziende agricole locali, come insilato di mais e miscele di cereali. E’ il primo progetto di immissione diretta, nella rete di distribuzione di biogas purificato (biometano).
Questo progetto rappresenta il primo caso di fornitura ad utenti privati, di metano prodotto con fonti rinnovabili. La strada del futuro sembrerebbe proprio questa.
Pertanto le alternative pulite all’incenerimento delle biomasse per la produzione di energia elettrica esistono. E’ di questi giorni la presentazione sul quotidiano L’Arena del progetto di un impianto che verrà realizzato vicino a noi a Salizzole: si tratta di un impianto reale, che porta legittimo guadagno a chi sa investire in strutture integrate nel territorio.
Da L’Arena del 2 Gennaio 2010:
Salizzole. Seconda struttura nel Comune che sfrutta sempre più la sua vocazione agricola
Elettricità dal biogas – un altro maxi impianto
Lidia MorellatoL’azienda «la Collinetta» utilizzerà il mais coltivato nei campi e resti di animali per produrre energia, che in parte sarà rivenduta all’Enel
Secondo impianto biogas per la produzione di energia elettrica in paese, dopo quello avviato nel mese di aprile 2009 dall’azienda agricola Cazzola, nella frazione di Bionde. Anche questo avrà la stessa potenza, un megawatt, del primo, e sarà realizzato dalla società «La Collinetta», realtà agricola a indirizzo cerealicolo che ha una dimensione di 420 ettari – 195 dei quali in provincia di Pisa – e di cui Paolo Minozzi è socio, residente a Salizzole.
Il nuovo impianto produrrà fino a 24 mila chilowatt al giorno e sarà alimentato da insilato di mais, ovvero il granturco fatto maturare nei silos, autoprodotto dall’azienda e da idrobios, cioè scarti della macellazione animale frantumati e sterilizzati per mezzo di una specie di «digestore» e provenienti da «Mantova agricoltura», di Fossato, azienda associata de «La Collinetta».
La fermentazione delle materie prime che alimenteranno l’impianto produrrà energia elettrica, che sarà rimessa in rete e venduta all’Enel.
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«L’iter delle autorizzazioni si è concluso dopo circa un anno dalla richiesta e non abbiamo incontrato nessun tipo di difficoltà», riferisce dice Paolo Minozzi, «la nostra idea è quella di investire in fonti energetiche alternative ed è ormai da tempo che la Regione Veneto sta incentivando l’attivazione di queste strutture. Abbiamo in programma una presentazione pubblica all’avvio dell’impianto».
La realizzazione della centrale, costituita da due vasche da 6.000 tonnellate e da un generatore di corrente, ha richiesto un investimento pari a 4,5 milioni di euro.
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Riguardo l’insediamento, è arrivato anche il parere favorevole del sindaco: «Penso si tratti di un’opportunità per il territorio, che si aggiunge a quella già presente a Bionde e che non dà alcun problema», dice il primo cittadino, «e che questa sia la via migliore per produrre energia senza inquinare. Un plauso va alle aziende che investono in questo senso».L’azienda Minozzi punta molto sulle fonti di energia rinnovabili, tanto che ha recentemente provveduto ad installare anche un impianto fotovoltaico che occupa una superficie di 6.000 metri quadrati e produce 500 chilowatt all’ora, energia che, oltre a coprire i consumi di casa e dell’azienda che svolge anche attività di avicoltura, sarà destinata alla rete.


Pubblicato da nocentrale 





