SAN PIETRO DI MORUBIO. Muro contro muro tra amministrazione e Ital Green Oil a Bonavicina
Il Comune fa il Comitato contro la centrale a olio
Per la prima volta è l’ente pubblico a organizzarsi proprio come un gruppo di pressione e si allea con la gente e con i territori vicini
Giovedì 15 Luglio 2010 PROVINCIA, pagina 33
Il dialogo è ormai tra sordi. È muro contro muro tra Ital Green Oil con il suo progetto di realizzare a Bonavicina una centrale per produrre energia elettrica dall’olio vegetale e il Comune che si oppone fermamente. L’impianto nascerebbe in zona industriale Martella, riconvertendone uno già esistente e in via di dismissione che produceva olio di soia. La nuova centrale ha, sulla carta, una potenza di 60 megawatt, prodotti bruciando 90 mila tonnellate di olio vegetale all’anno.
La Giunta del sindaco Giorgio Malaspina, fermamente contraria, può contare ora anche sull’appoggio di tutto il consiglio: maggioranza e minoranza, infatti, hanno fatto quadrato contro il progetto. Non solo, ma anche i comuni limitrofi sono solidali a San Pietro. L’assessore Gastone Vinerbini annuncia, poi, che chiederà alla Regione di avviare un’inchiesta pubblica, per sentire tutti i firmatari delle osservazioni al progetto. Osservazioni da presentare dopo aver preso visione del progetto, già consultabile in municipio.
A preoccupare per l’impatto ambientale considerato «insostenibile» dall’amministrazione è anche la costruzione di un camino di 30 metri che verrebbe innalzato a poca distanza dalle case, in zona ritenuta poco ventilata. Dalla sua bocca uscirebbero tonnellate di fumi per 8 mila ore all’anno e un poco gradevole odore di olio bruciato. Preoccupa anche l’inquinamento acustico delle elettroventole di raffreddamento esterne all’impianto. Alla fine, il traffico pesante che porterebbe la centrale sembra l’ultimo dei problemi: secondo le stime, infatti, dovrebbero essere non più di qualche decina i camion cisterna che al giorno farebbero la spola con i porti più vicini per rifornire l’impianto di olio vegetale proveniente da piantagioni di mezzo mondo.
I tentativi di dialogo, che pure sono stati fatti, per il momento sono sospesi. Lo ha fatto capire non solo il Comune ma pure la società, la quale intende proseguire per la sua strada, seguendo rigorosamente la procedura: il progetto è stato reso pubblico, per dare modo di presentare osservazioni. Cosa che è stata fatta. Quindi c’è stata anche un’assemblea a Bonavicina della Ital Green Oil: il contradditorio è stato parecchio animato, da residenti, amministratori e consiglieri.
È convinzione della Giunta che la società abbia scelto Bonavicina non perché luogo ideale, ma per salvare gli investimenti di un impianto che non ha trovato altri impieghi produttivi: per dismetterlo, infatti, sono già stati messi in mobilità una quarantina di dipendenti e non ne verranno assunti più di una decina, trasformandolo in una centrale elettrica ad olio vegetale.
«Finora non ci sono state offerte compensazioni», dice l’assessore Vinerbini, «come ad esempio centraline per il controllo dell’aria, piantumazioni di alberi, sconti sull’energia ai residenti. Mi chiedo dov’è la logica di questo progetto. Perché dobbiamo accettarlo? La ricaduta positiva per noi è pari zero».RO.MA.
SAN PIETRO DI MORUBIO. Muro contro muro tra amministrazione e Ital Green Oil a Bonavicina
Il Comune fa il Comitato contro la centrale a olio
Per la prima volta è l’ente pubblico a organizzarsi proprio come un gruppo di pressione e si allea con la gente e con i territori vicini
Giovedì 15 Luglio 2010 PROVINCIA, pagina 33
Il dialogo è ormai tra sordi. È muro contro muro tra Ital Green Oil con il suo progetto di realizzare a Bonavicina una centrale per produrre energia elettrica dall’olio vegetale e il Comune che si oppone fermamente. L’impianto nascerebbe in zona industriale Martella, riconvertendone uno già esistente e in via di dismissione che produceva olio di soia. La nuova centrale ha, sulla carta, una potenza di 60 megawatt, prodotti bruciando 90 mila tonnellate di olio vegetale all’anno.
La Giunta del sindaco Giorgio Malaspina, fermamente contraria, può contare ora anche sull’appoggio di tutto il consiglio: maggioranza e minoranza, infatti, hanno fatto quadrato contro il progetto. Non solo, ma anche i comuni limitrofi sono solidali a San Pietro. L’assessore Gastone Vinerbini annuncia, poi, che chiederà alla Regione di avviare un’inchiesta pubblica, per sentire tutti i firmatari delle osservazioni al progetto. Osservazioni da presentare dopo aver preso visione del progetto, già consultabile in municipio.
A preoccupare per l’impatto ambientale considerato «insostenibile» dall’amministrazione è anche la costruzione di un camino di 30 metri che verrebbe innalzato a poca distanza dalle case, in zona ritenuta poco ventilata. Dalla sua bocca uscirebbero tonnellate di fumi per 8 mila ore all’anno e un poco gradevole odore di olio bruciato. Preoccupa anche l’inquinamento acustico delle elettroventole di raffreddamento esterne all’impianto. Alla fine, il traffico pesante che porterebbe la centrale sembra l’ultimo dei problemi: secondo le stime, infatti, dovrebbero essere non più di qualche decina i camion cisterna che al giorno farebbero la spola con i porti più vicini per rifornire l’impianto di olio vegetale proveniente da piantagioni di mezzo mondo.
I tentativi di dialogo, che pure sono stati fatti, per il momento sono sospesi. Lo ha fatto capire non solo il Comune ma pure la società, la quale intende proseguire per la sua strada, seguendo rigorosamente la procedura: il progetto è stato reso pubblico, per dare modo di presentare osservazioni. Cosa che è stata fatta. Quindi c’è stata anche un’assemblea a Bonavicina della Ital Green Oil: il contradditorio è stato parecchio animato, da residenti, amministratori e consiglieri.
È convinzione della Giunta che la società abbia scelto Bonavicina non perché luogo ideale, ma per salvare gli investimenti di un impianto che non ha trovato altri impieghi produttivi: per dismetterlo, infatti, sono già stati messi in mobilità una quarantina di dipendenti e non ne verranno assunti più di una decina, trasformandolo in una centrale elettrica ad olio vegetale.
«Finora non ci sono state offerte compensazioni», dice l’assessore Vinerbini, «come ad esempio centraline per il controllo dell’aria, piantumazioni di alberi, sconti sull’energia ai residenti. Mi chiedo dov’è la logica di questo progetto. Perché dobbiamo accettarlo? La ricaduta positiva per noi è pari zero».RO.MA.







