OGGETTO: Dimissioni dalla carica di Presidente del Comitato
Ritengo compiuto, a seguito del successo legato al definitivo ritiro dalla proposta di convenzione da parte delle tre ditte proponenti il progetto della centrale a biomasse di Sanguinetto, il mio principale obiettivo e conseguentemente ho deciso di rassegnare le dimissioni dal ruolo di presidente del Comitato nato a tutela dell’interesse della cittadinanza.
Desidero fare un chiaro passo indietro per non incorrere nel rischio di veder strumentalizzare e radicalizzare una battaglia civica che nel corso di questi ultimi mesi si è dimostrata assai gravosa e talvolta persino priva delle più comuni cortesie.
La contrapposizione al progetto della centrale a biomasse è scaturita dalle esperienze precedentemente maturate a Gazzo Veronese e ha idealmente voluto proseguire l’opera d’informazione e sensibilizzazione già intrapresa dall’analogo Comitato sorto a Nogara. L’intenzione è sempre stata quella di contribuire a evidenziare gli aspetti critici del progetto, la sostanziale inopportunità e l’aspetto essenzialmente speculativo dell’operazione, dimostrato oggi dai fatti che hanno portato all’abbandono da parte delle imprese. Ad attenta analisi, i presunti benefici legati alla possibile realizzazione dell’impianto sono parsi pretestuosi, irrealistici e inadeguati rispetto soprattutto alle ingenti dimensioni dell’insediamento, all’irreversibile impatto che avrebbe determinato e ai rischi che avrebbe potuto in seguito comportare.
Le nostre azioni sono state giudicate molto seriamente sia dall’amministrazione pubblica che dai cittadini. Abbiamo prodotto risultati quantitativamente a qualitativamente significativi, e sensibilizzato molte ignare persone sul tema da noi evidenziato. Abbiamo raccolto consensi – sebbene alcuni si ostinino a negarlo – e dispensato dubbi prudenziali riguardo l’effettiva utilità di veder ospitare una siffatta centrale nel nostro territorio. Abbiamo preferito eludere la propaganda pseudo-modernizzatrice e “positivistica” di chi avrebbe preferito credere anziché approfondire, fidarsi anziché attendere, elogiare anziché comprendere. Abbiamo invece denunciato la sintomatica omissione e carenza d’informazione utile a distinguere tra le effettive possibili scelte; principale (se non unico) strumento a disposizione dei cittadini chiamati a giudicare le decisioni e a partecipare alle responsabilità di chi li governa.
Proprio ora che il successo appare evidente, anche ai più scettici, ci viene riferito che sarebbe bastato aspettare pazientemente (magari in silenzio), senza proferire obiezioni né scienza, per vedere normalmente rientrare l’iniziativa. Gli stessi promotori avrebbero forse avuto più tempo e consapevolezza per comprendere la sostanziale contrarietà della maggior parte dell’opinione pubblica e i timori esternati da una parte altrettanto autorevole della comunità scientifica? Chi agisce secondo le strategie suggerite dall’avversario spesso finisce per interpretare il ruolo dello sconfitto. Noi invece abbiamo difeso la nostra intenzione di dire, in tempi non sospetti, che il progetto non godeva del necessario consenso, che risultava incomprensibile ai mal informati e indesiderabile ai meglio informati. Abbiamo riunito, in un’esperienza a tratti persino avvincente, molte fra le persone migliori della nostra comunità. Persone, molte delle quali giovani, che avevano grandi capacità da esprimere e che hanno avuto l’umiltà di unirsi per una giusta causa, affrontando consapevolmente difficoltà che si sarebbero potute ben più comodamente evitare. Ora siamo felici di aver prodotto un esisto positivo, e sperato di raggiungerlo nonostante le innegabili resistenze e ostilità.
Michele Sganzerla
Comitato per il No a Centrali a Biomassa
nella Pianura Veronese
Sanguinetto, 29/07/2010
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F.A.Q. (Domande frequenti)
D – Cosa succederà adesso? Verrà eletto un nuovo presidente? Il Comitato proseguirà nella sua attività?
R – Il Comitato formalmente continua ad esistere. Verrà perciò indetta una riunione generale nella quale (dopo aver brindato ai recenti successi) si prenderanno le decisioni in merito al futuro e alla eventuale nomina di un nuovo presidente.
D – Il Comitato prenderà posizione anche contro la Centrale a biomasse in fase di realizzazione a Legnago?
R – Il Comitato è sorto quando il progetto della centrale di Legnago era già stato approvato. Siamo tuttavia disponibili a fornire supporto e conoscenze a coloro che intenderanno presentare obiezioni anche nei confronti dell’insediamento previsto a Legnago. Siamo tuttavia convinti che solamente se si attiverà un’efficace opposizione locale e popolare tale protesta potrà essere presa in debita considerazione. Ricordiamo che, qui a Sanguinetto, l’amministrazione comunale ci contestava di aver importato oppositori “persino” da Gazzo Veronese. Speriamo che a Legnago prendano presto consapevolezza della situazione.
D – Il progetto della Centrale di Sanguinetto è stato definitivamente cancellato? Come vi regolerete nei confronti del nuovo progetto recentemente presentato alla cittadinanza?
R – A noi risulta che la convenzione approvata dal consiglio comunale di Sanguinetto non sia ancora stata annullata o ritirata. Una richiesta in tal senso è stata formalmente avanzata dal gruppo di minoranza “Sanguinetto Cresce”. Il sindaco Braga ha invece dichiarato che la presenza o meno della convenzione non determina alcuna differenza, in considerazione del sostanziale ritiro da parte delle ditte proponenti.
Riguardo al nuovo progetto (il bioconvertitore proposto della Technika di Modena) vigileremo e analizzeremo nel dettaglio i possibili sviluppi. Mancando tuttavia, in questo caso, i sostegni economici al progetto (non meno di 8 milioni di euro, secondo il titolare del progetto) riteniamo che il pericolo sia molto relativo e destinato ad estinguersi autonomamente.








[...] polemiche accuse proferite dal sindaco Alessandro Braga erano già tutte quante contenute nella lettera di dimissioni del nostro presidente. Ciò a ulteriore conferma del fatto che l’attuale amministrazione vuole imporre una [...]