Richiesta di parere alla Provincia di Verona – 17.02.2010

marzo 6, 2010

Pubblichiamo il testo di richiesta inviato all’Amministrazione Provinciale di Verona.


Caro Braga, sulla centrale bisogna saper ascoltare, non solo parlare.

febbraio 26, 2010

Riportiamo la nostra lettera in risposta all’intervento del sindaco Braga pubblicati sul Primo Giornale.


“il Gattacicova”

gennaio 22, 2010

Esce oggi, per tutte le famiglie di Sanguinetto (e paesi limitrofi), il primo numero de “il Gattacicova”, in cortese risposta al foglio “Gattamelata” diffuso nelle scorse settimane dall’Amministrazione comunale di Sanguinetto.

Per scaricare la versione completa (.pdf) del giornalino basta cliccare sopra l’immagine; in alternativa potete cliccare qui.

Buona lettura!

Il libero foglio a cura del Comitato per il No a Centrali a Biomassa nella Pianura Veronese (www.nocentrale.wordpress.com)

ALLEGATI al N.1 de “il Gattacicova” (in formato .pdf – Clicca sui titoli degli articoli per scaricarli):


NG. intervista al Comitato

novembre 21, 2009

Dal Nuovo Giornale del 19 Novembre 2009 – Mirka Tolini

Banchetto raccolta firme

I lati oscuri della convenzione
“Lʼaria che respiriamo tutti direbbe: no alla diossina! No alle polveri sottili! No ai veleni! No! A questa centrale! Né a Sanguinetto né altrove”. È questo lo slogan che i promotori del “Comitato per il No alla centrale a biomasse” hanno fatto loro e che stanno, con determinazione, portando avanti con azioni e proteste tese a far naufragare il progetto di costruzione della centrale che, se dovesse essere presentato e approvato in Regione, verrà costruita in via Campaiaro al confine con il comune di Casaleone. «Il nostro comitato nasce con lʼintento di unire le forze di opposizione popolare» dichiara il presidente Michele Sganzerla «a questo genere di impianti che stanno per sorgere, come funghi velenosi, anche nel nostro territorio. Riteniamo che una centrale a biomasse sia insensata e inutile, tecnologicamente discutibile e ben poco condivisibile, data la quasi assenza di documentazione tecnica fornita a supporto di questo progetto». «Troviamo inoltre molto grave» conclude Sganzerla «che il sindaco, in qualità di rappresentante della cittadinanza, non riconosca le responsabilità di quanto sottoscritto. Ciò contrasta con i doveri che ci si dovrebbe assumere quando si amministra. Il fatto che nella convenzione allʼart.5 par.1 e 2 i proponenti sollevino il Comune “da ogni responsabilità per danni che potessero derivare al Comune stesso o a terzi in conseguenza della costruzione e successiva gestione dell’impianto” non scarica di responsabilità il primo cittadino e la sua amministrazione nei confronti dei loro concittadini e di quelli dei paesi vicini». E a proposito della convenzione sottoscritta dal comune con le aziende costruttrici, ritenuta dal sindaco Alessandro Braga come affermato nell’intervista pubblicata lo scorso numero «un contratto utile per mettere dei paletti rigidi in merito alle specifiche dell’impianto» il comitato vuole sottolineare quelli che a suo avviso possono essere ritenuti dei «lati oscuri». Vediamoli brevemente.

Convenzione
Il comitato chiede lʼannullamento della convenzione firmata dall’amministrazione con i proponenti perché «se è vero che lʼiter di approvazione è a carico della Regione è altrettanto vero che questa rappresenta il parere positivo del Comune e di fatto spalanca la porta alla costruzione dell’inceneritore» dichiara Sganzerla che aggiunge «la convenzione non è uno strumento per “mettere paletti” perché è stata sottoscritta senza aver visionato un progetto e di conseguenza non certifica nemmeno la correttezza dei proponenti».

Valutazione d’Impatto Ambientale
La centrale non è limitata ai 10 mega watt di energia elettrica ma ha una potenza di circa 40, come da relazione descrittiva allegata alla convenzione. «Il fatto di presentare una VIA, a prescindere» sottolinea il presidente del comitato «ci appare come un escamotage per aggirare il parere della Provincia che, con delibera n. 10 dellʼ11/2/2009 ha espresso la sua contrarietà alla centrale di Nogara e ad altri impianti di dimensioni simili».

Aziende costruttrici
«È importante anche che i cittadini sappiano chi sono le aziende firmatarie della convenzione» precisa Barbara Bennati, ingegnere, membro del comitato «lʼazienda costruttrice Termomeccanica – TME è specializzata in impianti per il trattamento dei rifiuti, vale a dire inceneritori, che la gestione di TME di un inceneritore in Versilia è oggetto di indagine della Procura di Lucca, per sospette manomissioni sulle centraline di controllo emissioni fumi in atmosfera. Inoltre il rappresentante della Ser.En, signor Claudio Bellani, in qualità di presidente del Cisi (Consorzio Intercomunale Servizi Integrati) di Nogara, carica abbandonata nel 2006, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa (articoli de LʼArena del 27/2/2002 e del 31/01/2006) dove, in qualità di presidente Cisi, chiedeva a gran voce un inceneritore di rifiuti per la Bassa».

Commissioni di controllo
«Nella convenzione non cʼè alcun riferimento alle commissioni di controllo che, nella migliore delle ipotesi possibili» dichiara Michele Ambrosi, ingegnere e membro della Commissione Tecnica del Comitato «potrebbero semplicemente controllare quanto dichiarato dal gestore dell’inceneritore; al contrario la società di gestione può condurre lʼimpianto a “sua discrezione” e ogni intervento di manutenzione “sarà eseguito a suo insindacabile giudizio” come riportato nell’articolo 5 paragrafo 3 della Convenzione».

Crescita,sviluppo e lavoro
«Le affermazioni sui posti di lavoro creati e sullo sviluppo indotto da un inceneritore suonano, aduna valutazione critica, come specchietti per le allodole» tuona Michele Ambrosi. «Gli inceneritori non hanno bisogno di grandi manovalanze per essere gestiti e la disponibilità di aziende disposte a creare insediamenti produttivi a Sanguinetto solo grazie all’energia termica in esubero (senza che nella convenzione ne venga fissato un prezzo competitivo) è pura ipotesi tutta da verificare.»

Centrale o inceneritore?
«Se lʼinceneritore di biomassa può essere costruito da una ditta specializzata in inceneritori di rifiuti» sottolinea infine Michele Sganzerla, presidente del Comitato «il processo non può essere poi così diverso. Inoltre in caso di“emergenze rifiuti” – tutt’altro che improbabile visto lʼesaurimento della discarica di Torretta e il mancato funzionamento di Caʼ del Bue – la Regione potrebbe concedere deroghe per la conversione dell’impianto, come già successo in altri parti d’Italia. Si crede veramente che una vasca o una griglia rappresentino ostacoli tecnologici insormontabili a fronte di emergenze e introiti milionari?»


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