
Gentili lettori,
questo 2009 sta per volgere al termine. Destino ha voluto che, proprio oggi, scadessero i fatidici trenta giorni in riferimento alla nostra domanda di partecipazione all’atto pubblico che riguarda la questione della centrale a biomasse di Sanguinetto.
Stamane, assieme al vicepresidente Toti e a un altro membro del direttivo, ci siamo dunque recati in municipio per ottenere una risposta e richiedere copia dei documenti in possesso dell’amministrazione, dato che eravamo venuti a conoscenza che copia “informale” del progetto fosse stata consegnata ai capigruppo di minoranza.
Giunti all’ufficio di protocollo, siamo stati invitati a rivolgerci direttamente agli amministratori, e così abbiamo fatto. Per puro caso, salendo le scale del municipio, ci siamo imbattuti nell’editorialista principe dell’amministrazione, il sig. J.P. Santinato, e in sua compagnia, tra pacifici auguri di rito, siamo potuti entrare in municipio, laddove erano presenti, oltre al sindaco, molti consiglieri di maggioranza.
Ad accoglierci ha provveduto l’assessore Valentino Rossignoli, il quale ci ha informato che una risposta scritta è stata spedita per raccomandata al Comitato proprio quella stessa mattina (ovvero all’ultimo momento utile). Ci ha comunque anticipato che, vista la procedura adottata, l’amministrazione non è tenuta per legge a informare nessuno, e che, sebbene nulla lo vieti, non è intenzione dell’amministrazione concedere alcun riguardo al comitato stesso. Se desideriamo prendere visione (come qualunque altro cittadino può fare, e vi invitiamo a farlo) del progetto, possiamo (e dovremo) ripresentare (ogni volta) specifica richiesta per iscritto al Comune. Per ogni altra informazione potremo e dovremo far riferimento agli organi regionali, non meglio specificati. Ci consigliano quindi, al fine di ottenere quanto da noi richiesto, di rivolgerci ai gruppi di minoranza. Facile sarà, in questo modo – aggiungiamo noi – etichettarci poi come “affiliati” a questo o quello schieramento politico, per screditare ulteriormente e delegittimare qualunque nostra intenzione d’indipendenza.
Mentre si discuteva, o per meglio dire si assisteva in forzato silenzio agli sfoghi del Rossignoli, il quale ci accusava di molte nefandezze e ignominie, alcune assolutamente gratuite e fantasmagoriche, interveniva il Santinato a rimarcare che noi saremmo dei non meglio qualificati “sansepolcristi“, “fascistelli” da quattro soldi. A quel punto ho cercato di replicare al Santinato che in Italia non è cosa ammissibile dare del fascista – in quel modo – a chicchessia, e lo invitavo a moderare i toni, da lui peraltro scritti nero su bianco e controfirmati sul “Gattamelata”. Il Santinato, a differenza di molti dei presenti, evidentemente ignora che mio nonno (lo testimonia la lapide in bronzo sul monumento ai caduti posta in Piazza Nascimbeni) fu assassinato – da civile – sul ponte del Tregnon, in località Tavanara, da soldati nazisti in ritirata, il 24 aprile 1945. E’ sempre stato considerato un’offesa, in particolar modo nella mia famiglia, l’uso gratuito dell’etichetta di “fascista”, proprio in virtù di quanto irreversibile danno quel periodo storico arrecò anche ai miei familiari. L’insulto del Santinato, motivato da una mia presunta “minaccia” verbale nei suoi riguardi (quella suddetta) lo considero irricevibile ed estremamente offensivo, anche per il modo incivile in cui è stato formulato, ovvero gridandomi in faccia, a più riprese, da non più di venti centimetri dal mio volto. Ho sentito atterrare, mio triste malgrado, la saliva del Santinato sulle lenti dei miei occhiali, mentre nessuno degli amministratori presenti mostrava indignazione o biasimo per quanto stava avvenendo. Persino il sindaco, dott. Braga, sempre pronto a drammatizzare le nostre forme di protesta, e disposto a valutare gravemente qualunque provocazione nei suoi riguardi, si è ben guardato dall’intervenire, nonostante i nostri appelli in tal senso, e quelli dettati dal suo ruolo e dal buonsenso. Zero assoluto. In piena sintonia con quanto rimane della sua autorevolezza.
Il sindaco ha infine rifiutato di ricevere gli auguri che, ad ogni buon conto, intendevamo rivolgergli. A dimostrazione, se ancora ce ne fosse bisogno, del clima di assoluto disprezzo che caratterizza le loro opinioni nei confronti del Comitato e dei suoi responsabili.
Sarà il canto del cigno di un sindaco tanto impopolare quanto arroccato su se stesso? Dubitiamo sempre più che possa esserci spazio di ragionevolezza e consapevolezza nei confronti e da parte di questi signori. E’ paradossale che chi a ripetizione ha profuso e sbandierato buone intenzioni, facendo pubbliche dichiarazioni di disponibilità assoluta nei confronti dei concittadini, si riduca a schierarsi tanto apertamente in difesa delle sole proprie argomentazioni, senza vedere neppure il dito dietro al quale lor signori si nascondono.
Questi politici, che nella Lega pare abbiano trovato la loro più recente e finanche unica ragione d’essere, hanno deliberatamente deciso di ignorare la volontà popolare, e manifestano giorno dopo giorno l’intenzione di voler imporre le loro decisioni, fornendo solamente le ragioni e le informazioni “a favore” della fattibilità del progetto. Contestano persino che siano state raccolte le firme nella misura da noi affermata (1800 circa, di cui circa 1400 di concittadini di Sanguinetto). A tal proposito abbiamo assicurato che, qualora decidessimo di presentarle, non le consegneremo direttamente a loro, ma le faremmo certificare solamente da un pubblico ufficiale – super partes – opportunamente censurate, a tutela (questo sì!) della riservatezza di coloro che hanno deciso di sottoscrivere la nostra mozione, nonostante la spregiudicatezza immaginabile, e oggi dimostrata, dei destinatari a cui è rivolta.
Siamo a un bivio ormai. Al momento gli amministratori dichiarano che nulla sia stato ancora decretato. Gli scenari non possono essere che due. O la sciagurata delibera verrà ritirata; oppure, presto o tardi, si giungerà a definitiva approvazione. In entrambi i casi, riteniamo, il Comitato otterrà un risultato positivo, quello di aver dato voce a chi, da solo, non ne avrebbe avuto la possibilità. E’ questo il dovere di un gruppo civico che non si pone scopi nascosti, bensì palesi e noti a tutti. Informare, protestare, responsabilizzare. Per quanto concerne le provocazioni e le ostilità, ne abbiamo subite fin troppe. Mancavano solo gli insulti, a cominciare da quelli stampati sul Gattamelata, a firma dei nostri amministratori e dei loro rissosi editorialisti di fiducia.
Respingiamo al mittente ogni gratuito addebito. Siamo indignati dal livello di irragionevolezza e incoscienza contro cui ci ostiniamo a esprimerci. Siamo confortati dai risultati raggiunti, dalla qualità dei propositi che ci animano. Dall’entusiasmo di chi ci saluta e si compiace, nonostante i possibili distinguo, del nostro operato. Dobbiamo restare uniti, con coraggio e determinazione, perché, prima di tutto, la viltà e l’arroganza disconoscono i pregi e i significati del pudore.
Buon 2010 a tutti.
Michele Sganzerla
Presidente del Comitato per il No a Centrali a Biomassa nella Pianura Veronese