E’ boom delle centrali a biomasse tra investimenti, battaglie e paure – (L’Arena – 14/03/2010)
marzo 14, 2010“il Gattacicova”
gennaio 22, 2010
Esce oggi, per tutte le famiglie di Sanguinetto (e paesi limitrofi), il primo numero de “il Gattacicova”, in cortese risposta al foglio “Gattamelata” diffuso nelle scorse settimane dall’Amministrazione comunale di Sanguinetto.
Per scaricare la versione completa (.pdf) del giornalino basta cliccare sopra l’immagine; in alternativa potete cliccare qui.
Buona lettura!

Il libero foglio a cura del Comitato per il No a Centrali a Biomassa nella Pianura Veronese (www.nocentrale.wordpress.com)
ALLEGATI al N.1 de “il Gattacicova” (in formato .pdf – Clicca sui titoli degli articoli per scaricarli):
Giovedì 28/01 e Lunedì 01/02 – CENTRALE A BIOMASSE in progetto tra Sanguinetto e Casaleone
gennaio 20, 2010La serata, inizialmente prevista a Sanguinetto, si svolge nel Comune di Casaleone a causa dei ritardi e degli ostacoli opposti alla concessione del Teatro comunale di Sanguinetto.Gli organizzatori ringraziano l’Amministrazione comunale di Casaleone per aver concesso il Patrocinio all’incontro.
CEREA E CASALEONE. Oggi e poi si replica il primo febbraio
Centrale a biomasse di Sanguinetto
Due incontri pubblici ravvicinatiIl Comitato del «No» e i Comuni hanno invitato anche il presidente Miozzi e un esperto di impianti
- Giovedì 28 Gennaio 2010
- PROVINCIA,
- pagina 34
Casaleone e Cerea. Due serate per discutere di centrali a biomassa. Sono quelle organizzate e patrocinate dalle amministrazioni comunali di Cerea e Casaleone per coinvolgere i cittadini nell’informazione sugli impianti di d’energia alternativa progettati nei comuni limitrofi e se questi possano essere dannosi per la salute.
Oggi, alle 21, nell’auditorium delle scuole medie di Casaleone, il primo appuntamento. L’argomento sarà la contestata centrale che potrebbe sorgere a Sanguinetto, in via Campaiar, in una zona attualmente agricola al confine con Casaleone e vicino a Cerea e sul quale la Regione dovrà esprimersi. L’impianto produrrà 38 megawatt di energia termica e 12 d’energia elettrica. I combustibile impiegati saranno la paglia e lo stocco di mais, circa 60/70 tonnellate di combustibile al giorno, pari a 12 autoarticolati. «La serata inizialmente si doveva tenere a Sanguinetto», si legge nel manifesto preparato dal Comitato per il «No a centrali a biomassa nella pianura veneta» presieduto da Michele Sganzerla, «ma si svolge a Casaleone a causa dei ritardi e degli ostacoli opposti alla concessione del teatro comunale di Sanguinetto». All’incontro sarà presente Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova e ricercatore nel campo degli effetti mutageni e cancerogeni degli inquinanti ambientali. Sono stati inoltre invitati il presidente della Provincia Giovanni Miozzi, il sindaco di Casaleone Gabriele Ambrosi, quello di Sanguinetto Alessandro Braga, i rappresentati dei gruppi consiliari di Sanguinetto e quelli della ditta che intende realizzare l’impianto. Moderatore: Giovanni Salvatori, giornalista di Dnews.
Il secondo appuntamento è fissato per l’1 febbraio, alle 21, nell’auditorium di via Cesare Battisti a Cerea. Anche qui si parlerà della centrale a biomassa di Sanguinetto a cui si aggiungerà quella, passata quasi inosservata, che si prepara a sorgere, entro l’anno, a San Pietro di Legnago. F.S.
ALTERNATIVE PULITE DAI CEREALI: VIAGGIO NEL MONDO DEL BIOGAS
gennaio 2, 2010La nazione che maggiormente sta incentivando una produzione di energia dal biogas è la Germania. Si pensi che la sola Germania oggi ha oltre duemila impianti. Il governo federale tedesco ha infatti fortemente incentivato la diffusione, fissando un prezzo per l’energia elettrica derivante da biogas fino a 0,215 euro/kWh, assicurando il pagamento per un periodo di 20 anni ed erogando inoltre contributi per sostenere l’investimento.
Il biogas è composto per un 55% circa da metano, per il 35% da anidride carbonica e la frazione rimanente da vapore acqueo e una piccola percentuale di gas traccia. Le materie prime (ad esempio, mais, triticale, letame o liquame) vengono introdotte nei fermentatori dove avviene, appunto, il processo di digestione anaerobica. Tramite tale processo, l’energia presente nelle biomasse viene resa disponibile sottoforma di gas combustibile a base di metano, il biogas. Si tratta di un processo con effetto serra nullo. Il prodotto finale in uscita dall’impianto risulta essere un materiale organico biologicamente stabile e inodore.
Le esperienze più significative: entrato in funzione alla fine del 2006, l’impianto della città di Pliening, a pochi chilometri da Monaco, fa funzionare riscaldamenti e fornelli per 1.300 famiglie del capoluogo della Baviera. L’impianto è in grado di produrre biogas da prodotti forniti da aziende agricole locali, come insilato di mais e miscele di cereali. E’ il primo progetto di immissione diretta, nella rete di distribuzione di biogas purificato (biometano).
Questo progetto rappresenta il primo caso di fornitura ad utenti privati, di metano prodotto con fonti rinnovabili. La strada del futuro sembrerebbe proprio questa.
Pertanto le alternative pulite all’incenerimento delle biomasse per la produzione di energia elettrica esistono. E’ di questi giorni la presentazione sul quotidiano L’Arena del progetto di un impianto che verrà realizzato vicino a noi a Salizzole: si tratta di un impianto reale, che porta legittimo guadagno a chi sa investire in strutture integrate nel territorio.
Da L’Arena del 2 Gennaio 2010:
Salizzole. Seconda struttura nel Comune che sfrutta sempre più la sua vocazione agricola
Elettricità dal biogas – un altro maxi impianto
Lidia MorellatoL’azienda «la Collinetta» utilizzerà il mais coltivato nei campi e resti di animali per produrre energia, che in parte sarà rivenduta all’Enel
Secondo impianto biogas per la produzione di energia elettrica in paese, dopo quello avviato nel mese di aprile 2009 dall’azienda agricola Cazzola, nella frazione di Bionde. Anche questo avrà la stessa potenza, un megawatt, del primo, e sarà realizzato dalla società «La Collinetta», realtà agricola a indirizzo cerealicolo che ha una dimensione di 420 ettari – 195 dei quali in provincia di Pisa – e di cui Paolo Minozzi è socio, residente a Salizzole.
Il nuovo impianto produrrà fino a 24 mila chilowatt al giorno e sarà alimentato da insilato di mais, ovvero il granturco fatto maturare nei silos, autoprodotto dall’azienda e da idrobios, cioè scarti della macellazione animale frantumati e sterilizzati per mezzo di una specie di «digestore» e provenienti da «Mantova agricoltura», di Fossato, azienda associata de «La Collinetta».
La fermentazione delle materie prime che alimenteranno l’impianto produrrà energia elettrica, che sarà rimessa in rete e venduta all’Enel.
(…)
«L’iter delle autorizzazioni si è concluso dopo circa un anno dalla richiesta e non abbiamo incontrato nessun tipo di difficoltà», riferisce dice Paolo Minozzi, «la nostra idea è quella di investire in fonti energetiche alternative ed è ormai da tempo che la Regione Veneto sta incentivando l’attivazione di queste strutture. Abbiamo in programma una presentazione pubblica all’avvio dell’impianto».
La realizzazione della centrale, costituita da due vasche da 6.000 tonnellate e da un generatore di corrente, ha richiesto un investimento pari a 4,5 milioni di euro.
(…)
Riguardo l’insediamento, è arrivato anche il parere favorevole del sindaco: «Penso si tratti di un’opportunità per il territorio, che si aggiunge a quella già presente a Bionde e che non dà alcun problema», dice il primo cittadino, «e che questa sia la via migliore per produrre energia senza inquinare. Un plauso va alle aziende che investono in questo senso».L’azienda Minozzi punta molto sulle fonti di energia rinnovabili, tanto che ha recentemente provveduto ad installare anche un impianto fotovoltaico che occupa una superficie di 6.000 metri quadrati e produce 500 chilowatt all’ora, energia che, oltre a coprire i consumi di casa e dell’azienda che svolge anche attività di avicoltura, sarà destinata alla rete.


Pubblicato da nocentrale 








