IL SINDACO RETTIFICA, NOI INVECE NO.

dicembre 2, 2009

Fonte: L’Arena di Verona (del 02.12.2009)

“Sono rimasto sempre seduto al mio posto fino alla fine della seduta”. Lo afferma il sindaco di sanguinetto chiedendo all’Arena di rettificare quanto scritto in merito al consiglio comunale del giovedì scorso. Quello della bagarre con tanto di inseguimento al cittadino che stava riprendendo la seduta con la videocamera. Ci dispiace per il primo cittadino, ma non possiamo che confermare quanto abbiamo scritto: al pari del suo assessore si è alzato ed ha rincorso il cineoperatore. Rossignoli è arrivato prima solo perchè non aveva il bancone a ferro di cavallo del consiglio da superare.  R.L.


Consiglio shock sulla centrale, tra inseguimenti, urla e sgomberi

dicembre 1, 2009

Fonte: PRIMO GIORNALE – 1° DICEMBRE 2009
di ANNA TAROCCO

Un assessore che insegue
un cittadino, liti e spintoni
Il consiglio sulla centrale
a biomasse meglio del teatro

SANGUINETTO / È stata una seduta a dir poco movimentata quella di venerdì 27 novembre quando in aula si è tornati a parlare dell’impianto a biomasse. Sfiorata quasi la rissa

Assise sospesa e proseguita a porte
chiuse con l’intervento dei carabinieri
L’assessore Rossignoli ha inseguito
per la sala e poi per le scale un uomo
che aveva ripreso la seduta
con la videocamera. La protesta
del “Comitato no centrale”
è continuata fuori dal municipio
 

Si è quasi sfiorata la rissa venerdì 27 novembre in consiglio comunale a Sanguinetto, quando inevitabilmente si è tornati a parlare della realizzazione della centrale a biomassa e l’ex primo cittadino Mario Mattioli ha ammonito l’attuale sindaco Alessandro Braga per il suo «atteggiamento non idoneo ad una figura istituzionale».
È iniziata così una seduta da lasciare basiti, proseguita poi con urla provenienti da ogni parte, lo sgombero della sala da parte dei carabinieri e la sospensione per più di mezz’ora. Lo scompiglio è infatti partito quando Mattioli ha letto a Braga una filippica nei confronti della sua persona e dell’atteggiamento che sta tenendo, invitandolo anche a presentare le dimissioni in quanto «non idonea figura istituzionale ». Nello specifico però Mattioli si riferiva ad un episodio accaduto qualche giorno prima in cui il sindaco in paese avrebbe “minacciato” due ragazzi, membri del comitato contro la centrale, che stavano facendo volantinaggio contro l’impianto e sospettati da Braga di essere sempre loro gli autori dell’affissione di alcuni manifesti.
In sala erano presenti, come sempre negli ultimi tre mesi, i componenti del Comitato, che avevano già aperto la serata muniti di mascherine e di cartello con scritto “La salute non si tocca”, e quando il sindaco ha cercato di discolparsi dalle accuse lanciate dall’opposizione sono intervenuti con applausi, schiamazzi, urla di protesta, non nuove in realtà allo scenario del consiglio di Sanguinetto.
A quel punto l’ordine del primo cittadino ai carabinieri di sgomberare la sala ha peggiorato una situazione già di per sé paradossale e nella confusione un cittadino munito di videocamera ne ha approfittato per filmare il tutto. Le registrazioni del consiglio però, per le quali serve l’autorizzazione, erano già state negate qualche settimana fa dal sindaco per poco chiari “motivi di privacy” ed accortosi dell’uomo l’assessore ai lavori pubblici Valentino Rossignoli l’ha rincorso per tutta la sala e poi giù per le scale intimandogli di fermarsi ed ordinando ai carabinieri di prendere la videocamera.
Il filmato alla fine è stato cancellato e la sala consigliare è stata sgomberata dai carabinieri, mentre la discussione è proseguita a porte chiuse, a consiglio sospeso e con la stampa fuori che è entrata solo in un secondo momento.
«Io non ho minacciato nessuno, ho detto solo che sarei andato dai carabinieri», ha cercato di spiegare Braga, mentre l’assessore con delega alle attività economiche Paolo Pini ha aggiunto: «Sono convinto che sia una polemica rivolta unicamente contro l’amministrazione e non perché interessi il fatto in sé, altrimenti quando c’è stato il caso di Nogara vi sareste mobilitati anche voi come sta facendo il sindaco di Casaleone». Invece l’assessore alle finanze e al bilancio Maurizio Lorenzetti ha dichiarato: «Voglio vedere le firme, sbandierano migliaia di firme ma io girando per i paesi non vedo mai nessuno». Piccata la risposta del consigliere di opposizione Daniele Fraccaroli: «Quante firme vi servono per ritirare la delibera?».
Una gran confusione insomma, durante la quale l’ex assessore all’ecologia Christian Malini, che si è dimesso proprio con l’insorgere della questione “centrale”, ha colto l’occasione per ribadire il fatto di non essere stato messo in alcun modo al corrente della delibera di giunta sulla Convenzione con i privati proponenti del progetto.


La Centrale a Biomassa continua a far discutere

novembre 17, 2009

Dal Primo Giornale del 17 novembre 2009.

SANGUINETTO. La giunta Braga non autorizza il patrocinio e l’uso dello Zinetti al gruppo “Sanguinetto Cresce”. In teatro non si può parlare di centrale

pg_fraccaroli Daniele Fraccaroli
Si fa sempre più pesante il clima intorno all’argomento della centrale a biomassa, per la cui realizzazione l’amministrazione comunale di Sanguinetto ha firmato la convenzione. La giunta ha infatti deliberato negativamente alla richiesta del gruppo di opposizione “Sanguinetto cresce” di avere il patrocinio del Comune per una serata informativa nel teatro Zinetti che si doveva tenere mercoledì 11 novembre. Dopo due mesi di grande attivismo in paese contro la realizzazione di questo impianto da 10 megawatt, raccolte di firme e burrascosi consigli comunali, l’amministrazione indispettita ha cercato di mettere i bastoni fra le ruote alla minoranza di Daniele Fraccaroli boicottando la serata dell’11 novembre intitolata “Centrale a biomassa: confronto e sintesi tra favorevoli e contrari”.

 Il 3 novembre infatti il gruppo “Sanguinetto cresce” ha inoltrato al sindaco Alessandro Braga la richiesta di poter disporre per quella serata del teatro comunale con il patrocinio del Comune, il cui affitto sarebbe altrimenti costato 1.000 euro, «considerando l’importanza dell’argomento di interesse pubblico», invitando peraltro il primo cittadino stesso e l’assessore competente in materia a parteciparvi. La risposta dell’amministrazione è però pervenuta soltanto il 10 novembre, un giorno prima dell’ipotetico incontro pubblico, comunicando semplicemente il diniego del patrocinio e rimettendo le motivazioni a quanto dichiarato nella delibera, arrivata solo il 12 novembre.

«Tale argomento è già stato dibattuto in più incontri pubblici già patrocinati dall’amministrazione a cui hanno partecipato la cittadinanza ed i componenti delle minoranze – si motiva nella delibera -, tre sedute del consiglio comunale hanno avuto ad oggetto la discussione di mozioni e comunicazioni relativi al tema della centrale a biomasse, è intenzione dell’amministrazione comunale organizzare un incontro con la cittadinanza per un momento di sintesi sul tema» e conclude deliberando di non concedere il patrocinio per la serata e di dare atto che nessun membro dell’amministrazione parteciperà.

Un diniego che invece non è stato mosso all’altro gruppo di opposizione, guidato da Roberto Scipolo, quando a metà ottobre ha organizzato due serate informative sullo stesso argomento. Il gruppo “Nuovi orizzonti per Sanguinetto” infatti al tempo ancora non aveva preso la posizione contraria che disturba l’amministrazione.

Intanto a Gazzo Veronese il Sindaco non vuole impianti confinanti. GAZZO VERONESE: «Non vogliamo impianti confinanti con noi»

 

vecchini Ugo VecchiniAnche Gazzo Veronese dice no alla centrale a biomassa di Sanguinetto. Il consiglio comunale, nella seduta del 30 ottobre, ha approvato una mozione che esprime un parere politico negativo verso installazioni di impianti a biomassa della tipologia proposta al Comune di Sanguinetto, in prossimità del proprio territorio comunale. Una mozione che mette nero su bianco la posizione nettamente contraria della giunta Vecchini in merito al progetto di una centrale a biomassa, della potenza di 10 mega watt, alimentata a stocchi di cereali che, recentemente approvato dall’amministrazione di Sanguinetto, è al centro di vivaci polemiche.

 

«È una posizione che portiamo avanti assieme ad altre amministrazioni della zona contro l’insediamento del termovalorizzatore – spiega il vice sindaco Gianpaolo Boninsegna – posizione che peraltro avevamo già espresso quando il progetto era stato proposto sul nostro territorio. Lo stesso piano è stato poi presentato a Nogara, dove l’amministrazione ha fatto marcia indietro dopo il parere negativo della Provincia. Riteniamo che un impianto di tali dimensioni, al di fuori di una programmazione regionale e provinciale, abbia dimensioni tali da creare un notevole aggravio della qualità dell’aria, oltre a far aumentare il traffico pesante necessario a conferire 70.000 tonnellate di combustibile».

 

Al momento della discussione, il consigliere Claudio Bellani ha lasciato l’aula in quanto persona interessata alla realizzazione della centrale (è titolare della Ser.En. una delle ditte proponenti). Dopo il dibattimento, al momento del voto, i consiglieri di minoranza del gruppo “Riformatori per Gazzo” sono usciti dall’aula, mentre Giacomo Turazza, unico consigliere di “Gazzo volta pagina”, ha votato contro.

 

«Siamo usciti dall’aula – spiega Giorgio Vecchini – perché la cosa più corretta sarebbe stata di chiedere al collega di Sanguinetto, che tra l’altro è dello stesso partito del sindaco Vecchini (Lega Nord) il progetto dettagliato dell’impianto, quindi convocare i capigruppo e dare loro la possibilità di visionarlo attentamente. Come possiamo esprimere un parere qualsiasi, senza avere la documentazione necessaria a capire di cosa si parla? Sappiamo che anche molte associazioni ambientaliste sono per le energie rinnovabili, e che ci si scaglia contro una centrale che brucerà paglia, mentre a Nogara ne esiste una che va a metano alla Coca-Cola, un’altra alimentata a scarti di legno, è presente da anni a Sustinente presso la ditta Silla e un cogeneratore a olio di palma è attivo presso la Piva Group, qui a Roncanova. Non hanno voluto coinvolgerci nella discussione, quindi abbiamo preferito non partecipare al voto».

 

La mozione approvata dal consiglio comunale sarà inviata all’assessore regionale all’ambiente, con la richiesta di avviare una moratoria sull’avvio delle autorizzazioni o dei lavori per la costruzione di impianti energetici alimentati con materiale organico da filiera lunga nel territorio dei comuni indicati.


Scienziato Preoccupato – prof. Federico Valerio (ospite a Sanguinetto il 18.10.2009)

novembre 1, 2009

Riportiamo con piacere il post che il prof. Federico Valerio ha pubblicato sul suo blog ( http://federicovalerio.splinder.com )a seguito dell’incontro con la cittadinanza di Sanguinetto avvenuto in occasione della “Serata per il NO” alla Centrale del 18.10.2009.

Fonte: http://federicovalerio.splinder.com/?from=20

I lettori più fedeli e pazienti di questo blog si saranno accorti che, da qualche tempo  non è stato aggiornato con la consueta frequenza.

Non so se vi siete preoccupati, ma il motivo di questa assenza è che negli ultimi 15-20 giorni sono stato impegnato nell’inedito compito di “Biomass Buster”, un nuovo mestiere, quello di demolire, una per una, grazie alla documentazione sui loro impatti ambientali, le tante proposte di centrali a biomasse che stanno sorgendo come funghi in tutto il Paese.

E così, per rispondere agli appelli accorati di tanti comitati spontanei, sono andato su e giù per l’italia.

Il primo intervento di “demolizione” è avvenuto la sera del 18 ottobre a Sanguinetto, gradevole cittadina in provincia di Verona.

Qui, all’insaputa di molti, la giunta appena insediata, a maggioranza Lega, ha dato il consenso di massima ad una mega centrale alimentata a paglia e a stroppi di granturco.

Sala piena, molta attesa, ma come quasi ovunque, il Sindaco è latitante; comunque, in prima fila c’è il vicesindaco che, con sorpresa, annuisce positivamente ad ogni osservazione critica che faccio al progetto che anche lui ha approvato.

Dopo un pò capisco che, se non è un tic, è un atteggiamento di sufficenza per quello che dico.

Tra le tante cose che la sera del 18 la gente di Sanguinetto si è sentita dire per la prima volta,  quella della truffa dei certificati verdi sembra funzionare e ,visto che gran parte dei presenti deve aver dato il suo voto al partito che garantisce sicurezza e niente mani nelle tasche del popolo italico, li consiglio di sentire direttamente Maroni e Tremonti per liberare tutti gli italiani dalla tassa del 7% sulla bolletta della luce che serve a foraggiare questi ed altri impianti ad energia erroneamente ritenuti rinnovabili.

Dal silenzio calato in sala quando ho fatto questa proposta, ho avuto la sensazione di aver colpito giusto.

Comunque il vice sindaco , occorre riconoscerglielo, si è preparato e al momento delle domande pensa di mettermi in difficoltà chiedendomi se so che in inghilterra è stata inaugurata la più grande centrale termoelettrica a biomasse.

Non m i scompongo di una virgola ( lo sapevo)  e gli chiedo se sul notiziario ANSA che mi ha letto, si capisce da dove viene il legno che sarà bruciato. Imbarazzato,  prova ad indovinare ” Dalla produzione locale”, ” Mi dispiace- replico-” da navi provenienti dai indonesia, carichi dei resti della locale foresta pluviale, abbattuta per far posto alle palme da olio”

E a questo punto ci vado giù un pò duro, vedo che vacilla, e lo grazio di ulteriori informazione, anche perchè nel frattempo mia moglie che mi accompagna con pazienza in queste aìvventure, dalla platea, mi fa ampi cenni “Basta così”.

E arriviamo all’una di notte, con gran parte del pubblico ancora presente e a questo punto assistiamo ad un incredibile colpo di teatro.

Appena tacciato di assenza da un rappresentante dell’opposizione ( di destra!) arriva l’assessore all’ambiente e con sorpresa di tutti legge in pubblico le sue dimissioni!

In sintesi, accusa la sua Giunta di averlo tenuto all’oscuro di questa scelta, di aver volutatemente approvata la convenzione approfittando della sua assenza ( licenza per matrimonio), ricorda  che nel programma elettorale della Lega non c’era nessun accenno all’impianto a biomasse e che chi lo aveva eletto lo aveva fatto per tutelare  i loro interessi e non quelli di qualche congrega di affaristi.

Una cosa del genere non mi era ancora successo e ho applaudito anch’io, mentre, fatta la dichiarazione, l’ormai ex assessore si allontanava , visibilmente provato.

E nel prossimo blog la cronistoria dalla Val d’Orcia, secondo appuntamento del “biomass buster”.

Ne leggerete delle belle.


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